Fiume Nera

Il Nera (o la Nera, in dialetto ternano Lu Nera) è un importante fiume lungo 116 km che scorre per quasi tutto il suo corso in Umbria e costituisce il principale affluente di sinistra del Tevere.

Le sue sorgenti sono situate nelle Marche a 902 m s.l.m. sui monti Sibillini e nel comune di Castelsantangelo sul Nera in Provincia di Macerata, e precisamente a Vallinfante. Percorsi appena 5 km, presso Visso giugono una serie di ulteriori copiose sorgenti che unendosi in un unico corso danno vita al fiume vero e proprio.

Il corso del fiume

Qui la Nera entra in Umbria scorrendo nella pittoresca Valnerina (che proprio dal fiume prende il suo nome), limpidissimo e copioso d’acque in ogni stagione (c. 20 m³/s di media annua), nonostante alcune opere idrauliche come il canale che adduce una parte delle sue acque al lago di Piediluco a scopo idroelettrico[1] ne abbiano sensibilmente ridotto le portate.

Presso Triponzo il fiume aumenta più del doppio la propria portata d’acqua (oltre 50 m³/s) grazie al notevole contributo da sinistra delfiume Corno scorrendo per svariati km in una valle verdissima e quasi incontaminata dove lambisce i centri di Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco tutti in Provincia di Perugia. Presso la loc. ‘Ceselli’ il fiume entra poi in Provincia di Terni e da qui proprio per la sua grande valenza ambientale il suo corso è tutelato a ‘Parco Fluviale del Nera’. In questo tratto bagna svariati centri comeSambucheto, Ferentillo, Montefranco, Arrone avvicinandosi sempre più all’area urbana di Terni.

Dopo il centro di Collestatte il fiume raddoppia nuovamente la propria portata grazie al contributo assai ricco da sinistra del fiume Velino, suo principale tributario in assoluto, che gli confluisce in modo assai spettacolare tramite la celebre Cascata delle Marmore.

Subito con una portata copiosissima (quasi 110 m³/s) la Nera entra a Terni ricevendo l’apporto del torrente Serra, suo principale tributario di destra, e attraversa la città da est a ovest avendo da sempre anche contribito al suo sviluppo industriale grazie alla sua ricchissima portata, dopodiché si incassa nuovamente per svariati km in una ampia gola (nella quale il fiume è ancora ulteriormente alimentato da copiose risorgive subalvee), sfiorando la città di Narni.

Da qui prosegue poi, sempre copiosissimo di acque formando il piccolo lago artificiale di San Liberato per poi confluire da sinistra nel Tevere presso Orte.

Affluenti

  • torrente “Ussita”
  • torrente il Rio
  • torrente Campiano
  • fiume Vigi
  • torrente Argentina
  • fiume Corno
  • fiume Sordo
  • torrente Tissino
  • torrente Pescia
  • fosso Sensati
  • fosso Terria
  • forma Principe
  • fosso Castellone
  • forma di Mezzo
  • fiume Velino
  • fiume Salto
  • fiume Turano
  • canale Ferriera
  • fosso Tarquinio
  • torrente Serra
  • torrente Aia

Caratteri idrologici

Il Nera è un fiume che a dispetto della sua limitata lunghezza ha una fondamentale importanza nel bilancio idraulico del Tevere, in quanto ne costituisce i 2/3 della sua portata media annua.

Il bacino idrografico del Nera infatti è interamente impostato su rocce permeabili e in zone prevalentemente di media ed alta montagna il che fornisce al fiume un regime assai regolare con portate minime alla foce che non scendono mai sotto i 70 m³/s. Ciò non di meno la portata nelle massime piene può anche superare i 1.000 m³/s.

Da precisare inoltre che un’aliquota rilevante della sua portata media (almeno 60 m³/s) deriva dall’afflusso del fiume Velino che si getta nel Nera alle porte di Terni tra le frazioni diCollestatte Piano e Papigno formando l’alta (165 m, in tre salti successivi, dei quali il primo di 120 m) e famosa Cascata delle Marmore.

Sotto l’aspetto idraulico, il fiume Nera è in rapporto alla sua lunghezza ed estensione di bacino, fra i principali fiumi d’Italia per portata: per la precisione, nella gerarchia dei fiumi italiani a maggiore portata media alla foce, viene al 13º posto dopo Po, Ticino, Tevere, Adige, Adda, Isonzo, Oglio, Piave, Tanaro, Garigliano, Arno e Dora Baltea precedendo anche due fiumi assai più lunghi e con un bacino maggiormente esteso come Reno e Volturno.

Da sottolineare inoltre che se la portata media del Nera è paragonabile a quella dell’Arno (che risente però di pesantissime variazioni stagionali di portata), il suo regime è sicuramente tra i più regolari nella gerarchia dei fiumi italiani. Questa abbondanza di acque in ogni stagione ha consentito la realizzazione, fra il Nera ed il suo principale affluente, il Velino, di un sistema idroelettrico che è il maggiore dell’Appennino e fra i maggiori in Italia; tale sistema è stato prevalentemente a servizio delle acciaierie di Terni fino a tutto il XX secolo.